GLOSSARIO - ARMI EQUITAZIONE

Oggettistica e bardatura

Andature


Oggettistica e bardatura

Staffa: anese di metallo sorretto da un Correggio attaccato al lato della sella. È utilizzato per facilitare la salita al cavallo, per rendere più comoda la cavalcata e per dare un migliore controllo dell’animale.
• Morso: il morso è una delle imboccature classiche. Esso agisce sulle barre con un effetto di leva (leva di secondo grado, in quanto la resistenza che agisce sulle barre si trova tra la potenza - campanello delle aste dove si attaccano le redini - e il fulcro - punto di attacco del barbazzale). Il morso permette un controllo molto efficace delle azioni del cavallo, della velocità e della direzione del movimento ed infine anche del portamento del cavallo e del grado di riunione dello stesso. Il morso deve essere di misura adeguata alla bocca del cavallo.
• Briglia: per briglie in senso proprio si intendono le redini del morso. Queste sono costituite da due fettucce di cuoio lunghe circa due metri e larghe circa 25 cm. Ad una estremità portano due fibbie (con le quali si fissano al morso) mentre all'incirca dalla metà della lunghezza fino all'altra estremità sono tenute insieme da alcuni passanti cuciti. Quando il cavaliere intende riprendere in mano il cavallo, con la mano destra fa scorrere in avanti questo passante in modo che le redini vengano unite più vicino al collo e questo, in un cavallo ben addestrato, è sufficiente per far sentire in modo più preciso l'azione del morso. In senso lato con "briglia" si intende tutto l'insieme costituito da testiera, morso e redini.
• Barda: la Barda è costituita da una gualdrappa di stoffa sulla quale sono disposte placche di metallo, di cuoio, di corno, ecc. La barda può ricoprire completamente l’animale (bardatura completa), rallentandone così i movimenti, oppure può ricoprire solo il collo dell’animale e la groppa (bardatura ridotta), lasciando i fianchi e il petto scoperti. Questa disposizione, pur non offrendo una protezione ottimale, garantisce una maggiore agilità e velocità, oltre a stancare di meno il cavallo.
a) Testiera: protezione posta sul viso del cavallo che ricopre interamente il muso dell’animale eccezion fatta per gli occhi e le narici. b) Collo o Barda della criniera: protezione posta sul collo del cavallo, spesso ricoprendo anche la criniera.
c) Gorgiera: protezione posta sulla gola del cavallo, formata, a differenza del resto della barda, da anelli metallici per non ostacolare eccessivamente il movimento del collo dell’animale.
d) Pettiera: protezione posta sul petto dell’animale.
e) Fiancale: protezione posta sui fianchi del cavallo che ricopre anche il dorso dell’animale dove viene posta la sella. f) Groppa con Guardia Coda: protezione posta sulla groppa dell’animale e che racchiude anche la coda dell’animale.


Andature

• Passo: è un'andatura a quattro tempi. Se il cavallo inizia a camminare sollevando il posteriore destro, seguirà l'anteriore destro, poi il posteriore sinistro ed infine l'anteriore sinistro. Dopo aver preso un leggerissimo contatto attraverso l'imboccatura (mezzo applicato alla bocca del cavallo, che serve per dare la possibilità al cavaliere di comunicare con l'animale trasmettendo gli ordini con le mani; ve ne sono di tantissimi modelli, riconducibili a due categorie: il filetto e il morso.) la cui azione deve ottenere una flessione dell'incollatura (collo del cavallo) del cavallo (la posizione ideale è quella con la nuca allineata alla stessa altezza del garrese, vale a dire la regione del tronco situata tra la fine dell'incollatura e l'inizio del dorso in cui si inseriscono i muscoli che controllano il sollevamento del bipede anteriore e il movimento delle spalle. Al garrese si misura l'altezza del cavallo.), si rilasciano le redini e si sollecita il movimento in avanti con la voce e avvolgendolo leggermente con le gambe. Queste ultime sono determinanti per dare all'ANDATURA il giusto IMPULSO (il "desiderio" del cavallo di portarsi avanti). Le redini devono restare morbide senza però oscillare troppo; la funzione delle redini è principalmente quella di indicare al cavallo la DIREZIONE. Quando il cavallo cede, si devono rilassare le redini. Così facendo il cavallo impara presto che il nostro rispetto è il riconoscimento della sua ubbidienza.
Ricordatevi che essere rispettosi non significa però rinunciare a correggere immediatamente gli errori del cavallo fino ad essere anche costretti a punire la sua negligenza per essere poi subito pronti a lodarlo per la sua obbedienza; guai ai vizi!
• Trotto seduto: è un'andatura a due tempi in cui le gambe del cavallo avanzano in diagonale due a due in un movimento simultaneo. Ad ogni falcata, l'anteriore destro avanza simultaneamente al posteriore sinistro e così viceversa per effettuare un ciclo completo in due movimenti. Quindi se il cavallo parte con il posteriore sinistro, l'altra gamba del movimento sarà l'anteriore destro. Fra ogni spostamento diagonale c'è un momento di sospensione. Per questa andatura il cavaliere si affonda nella sella ma rimane rilassato per assorbire il movimento. Il corpo mantiene la posizione corretta. L'aiuto per ottenere questa andatura è quello di premere con entrambe le gambe. Appena il cavallo trotta le gambe devono diminuire la pressione. E' importante che il cavaliere sembri immobile durante questa andatura, e per ammortizzare il movimento al piccolo trotto occorre flettere e distendere le ginocchia e le caviglie.
• Trotto battuto: quando il cavallo allunga le falcate, il trotto seduto diventa scomodo ed il cavaliere può allora essere costretto a battere la sella; si esegue sollevandosi dalla sella un tempo su due. In altre parole, un tempo in posizione seduta e un tempo in posizione sollevata.
• Galoppo Contenuto (seduto): è un'andatura a tre tempi, seguita da un momento di sospensione. Il cavallo parte al galoppo con il posteriore esterno, quindi muove contemporaneamente posteriore interno ed anteriore esterno ed infine per ultimo l'anteriore interno. Al galoppo lento il corpo del cavaliere deve restare diritto. Il peso si deve spostare leggermente sullo stesso lato dell'aiuto della gamba che sarà immediatamente utilizzata appena dietro il sottopancia, il che indica al cavallo di impegnare il posteriore e partire al galoppo con il piede giusto. E' importante che il cavaliere mantenga le spalle dritte e che non ruoti la parte superiore del corpo.
• Galoppo veloce (battuto): è l'andatura più veloce ed ha quattro tempi distinti. Il cavallo aumenta la cadenza (la velocità di una determinata andatura, ossia la ripetizione regolare, armoniosa, ben marcata, ritmata e uniforme dei movimenti dei quattro arti del cavallo).
• Stop: il cavaliere deve prevenire lo spostamento in avanti del corpo sedendosi profondamente nella sella, e quindi, aumentando il peso sulle staffe mentre impartisce un aiuto verbale e un aiuto con entrambe le redini dirette "equilibratrici", ottiene lo stop del cavallo. La stessa tecnica di base è da applicarsi anche nel caso di mutamenti di andatura discendenti, vale a dire da andature più veloci, a quelle più lente.